
Ho trovato delle parole in un cassetto della mia scrivania.
Le ho accostate, mischiate, pulite, disossate, accentate, nascoste, colorate, risuscitate, uccise, snaturate, inchiodate, riciclate, riscritte, cucite, riscritte, rinfrescate, riscritte.
Può sembrare un libro ma sono solo pagine. Possono sembrare racconti ma sono solo parole, le mie. Tra ciò che è e ciò che non è si colloca Bisesto: una truffa letteraria.
Perchè "Bisesto"? Perchè sì.
Perchè un valzer di stagioni? Perchè sì.
Cosa intendi per equabile stagione? Uff...
A queste domande spero che ognuno di voi trovi da solo una risposta. Il significato, come nei quadri astratti, cambia a seconda dell'osservatore.
So bene cosa ho messo tra questi fogli: tanto, troppo e nulla, nulla a caso. In Bisesto è nascosto qualcosa di me. Tessere di un mosaico. Accostale se vuoi. Il mosaico raffigura un rebus. Risolvilo se credi.
Il risultato del rebus è un anagramma. Le lettere compongono un indovinello: l'enigma che non va spiegato.
Quello sono io.
